Weil, SUL COLONIALISMO

Fare un po’ di silenzio, chiudere per un attimo gli occhi. Siamo stanche e stanchi di guerre e violenze, di vedere occhi disperati e sangue. Ieri in Afganistan, oggi in Iraq, domani in altri paesi straziati. Aspettiamo che questo strazio finisca ma sappiamo di avere poche speranze.
Eppure allo scetticismo, al senso di perdita e di sradicamento non ci possiamo rassegnare. Allora ascoltiamo la voce profetica di questa piccola donna sublime, che già nel 1943 cercava la strada per evitare quello “scontro di civiltà “ ancora oggi irrisolto. La sua profezia si è puntualmente avverata, ma il suo sguardo lucido e originale ci può aiutare a trovare un filo a cui restare legati, attaccati, in questi tempi bui: il filo del passato, quel passato comune che ci avvicina, può avvicinare, noi europei all’Oriente e al mondo musulmano, contrastando l’influenza dell’America che ci divora e ci annulla.

Perché, dice Weil, ‘solo la luce proveniente dai tesori spirituali del passato può mettere un’anima in quello stato che costituisce la condizione necessaria affinchè la grazia possa essere accolta’. Sostituire all’uso della forza la disponibilità all’incontro con l’altro è l’unica possibilità che oggi gli occidentali hanno per avere un futuro, in quanto, oggi ancor più, ‘c’è di mezzo il destino della specie umana’.

Simone Weil, Sul colonialismo. Verso un incontro tra Occidente e Oriente
Medusa 2003 € 6,50

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