Mazzucco, UN GIORNO PERFETTO

Per le strade di Roma, si potrebbe aggiungere al titolo. Perfetta architetta, come aveva già dimostrato nei libri precedenti, nell’immensa pulsante capitale l’autrice ricostruisce, scandita di ora in ora, di capitolo in capitolo, un’intera tragica giornata, in cui i suoi protagonisti si ritrovano a scontare chi una violenta incontenibile mostruosa follia, chi (tutti gli altri) la propria faticosa infelicità quotidiana. Se conoscete Roma un po’ più che da turisti di passaggio, se l’avete amata, come me nel passato, o anche per poco vissuta nella pelle, in queste pagine risorgerà, tutta quanta, struggente e disperata, dal centro alla periferia: palazzi lussuosi, caseggiati squallidi, piazze e strade famose, grandi basiliche, il suo splendido cielo. Forse proprio loro vi erano già passati accanto, un giorno, poi si erano allontanati e li avevate persi di vista tra la folla, che a Roma inghiotte tutti e vi lascia soli. Mazzucco ci permette di entrare in quel loro ‘giorno perfetto’, di toccare le loro esistenze e annichilire. Scrive in fretta, convulsamente. Conosce bene la frenesia di Roma, l’amaro in bocca che lascia alla sua gente, soprattutto quando la propria vita confina con la tragedia di qualcuno, accanto.

Appena chiuso il libro di Melania Mazzucco, devo mettere in parola le prime impressioni, sento l’urgenza di prendere distanza dal senso di fatalità e di perfezione del concatenarsi degli eventi. Racconta solo una giornata, dando invece la sensazione di un gran tempo che scorre, uno spaccato di vita del nostro tempo: tutto è molto vero, pieno di vita, amore e dolore, i personaggi mostrano un’infelicità profonda senza possibile rimedio. I bambini sono nutriti dall’amore materno attraversano le esperienze peggiori, ma interviene la figura paterna, un disastro, e loro, ostaggio per eccellenza, pagano il prezzo più alto. In questa storia muoiono gli uomini, per mano di un uomo, che nel delirio del possesso distrugge tutto ciò che ha. Per paura della separazione, della perdita. Solo la separazione irreversibile della madre dai propri figli, attraverso la morte, gli appare una misura possibile di punizione. Le donne sopravvivono, la madre lontana tornerà per essere punita, la figlia sopravvivrà alla vista di un padre che la sceglie come oggetto sacrificale per vendicarsi della propria incapacità di vedere dove si rivela l’amore e piuttosto che coglierlo lo distrugge.

Melania Mazzucco, Un giorno perfetto
BUR 2008, euro 12,00

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