Riflessioni sulla Campagna

Le giovani volontarie della Libreria riflettono sulla Campagna: dalla festa del 4 Aprile, in onore delle sottoscrittrici e dei sottscrittori

IRENE CERETTI: L’iniziativa dell’Assunzione Collettiva esprime molto bene lo spirito della Libreria delle Donne, così come la mia esperienza personale lo percepisce: una diversa concezione di economia, all’interno di una diversa concezione del mondo, in cui le cose possono e devono funzionare in un modo differente – forse quello più giusto. Entrare in libreria per me significa accedere ad un microcosmo in cui mi accorgo di ritrovare pensieri condivisi e costruire idee insieme alle colleghe volontarie “nuove” e “storiche”: è proprio grazie alla passione ed al lavoro di Alessandra, Licia e Rita che la libreria esiste e si alimenta di iniziative vitali come quella dell’assunzione. Loro sono la libreria e, nonostante le difficoltà e gli impegni quotidiani, si mettono costantemente a nostra disposizione per trasmetterci il loro sapere: non soltanto quello tecnico relativo al mestiere di libraie, ma anche quello – forse più arricchente e sicuramente più intimo – di vita.
La ragazza che verrà assunta sarà una persona molto fortunata e dovrà comprendere la responsabilità di divenire depositaria di una grande ed importantissima esperienza.

FEDERICA MAZZOTTA: “Per aprire la porta salire sul primo scalino”. Non ricordo con precisione il consiglio appeso sulla vetrina della libreria.. ma il senso è quello. Sali sul primo scalino e una porta magica esegue l’ordine: si apre su un mondo fantastico. “Aspetta, ma per caso ho seguito senza accorgermene un Coniglio Bianco di fretta? No. E allora… vabbè. Entro!”.
Appena entro ho come l’impressione di ritrovarmi in una dimensione parallela. Nella libreria passato e presente si incontrano creando una realtà atemporale. Ogni libro qui ha un suo perché ed è, credo, proprio la particolare attenzione con cui vengono scelti, a rendere la libreria un luogo di incontro più che un semplice esercizio commerciale. Anche il volontariato assume un significato diverso. Entri a far parte di una storia, ricoprendo un ruolo che va oltre il mestiere di libraia: diventi testimonianza concreta di ideali “fragili” ma intramontabili.

ANNA ROCCHIO: Ho conosciuto la libreria grazie all’iniziativa dell’Assunzione Collettiva e quando ho deciso di chiedere informazioni al riguardo ho scoperto che Libreria non vuol dire solo vendere libri, ma anche crescere, condividere, insegnare e apprendere… Questo è ciò che mi ha spinto a rimanere e a sostenere le care Rita, Alessandra e Licia.

ELENA GUIDETTI: Sono una studentessa universitaria e quando ho saputo dell’iniziativa della libreria “Un’assunzione collettiva” ho deciso di dare il mio contributo con il mio lavoro. Sono molto contenta di aiutare la Libreria delle donne in questo modo perchè oltre ad essermi utile per i miei interessi e i miei studi, ho trovato un ambiente di lavoro in cui ogni volta ho la possibilità di confrontarmi con altre donne, con la loro storia e la loro esperienza e trovo tutto ciò molto stimolante per la mia crescita personale.
Penso che il progetto dell’assunzione collettiva, che prevede un nuovo tipo di economia molto diverso da quello con cui ci confrontiamo ogni giorno, dia alle ragazze della mia generazione, che proprio in questo particolare periodo storico si vedono precluse molte strade lavorative, una speranza; penso dia a tutte noi la consapevolezza che un cambiamento è possibile.
Penso, infine, che la città di Bologna non si debba lasciare scappare l’opportunità di avere una libreria delle donne, una libreria con una storia strettamente intrecciata alla storia della città e alla storia delle donne come lo è questa particolarissima libreria, dovrebbe essere un orgoglio per tutta la città, sicuramente lo è per me.

MARIA CHIRONI: La Libreria delle Donne si nutre delle persone che la vivono. Dire che alla base c’è il lavoro di molte donne sarebbe riduttivo. Certamente c’è ancheil lavoro, insieme al tempo che esse scelgono di dedicarvi, ma quello che la rende speciale sono le cure, la voglia, l’entusiasmo, insieme alle discussioni; il piacere di spendere del tempo insieme in questo luogo, svolgendo mansioni pratiche come inventariare, fare i conti, spolverare, ma anche conversando e scambiandosi esperienze e conoscenze.
Se così non fosse, sarebbe un supermercato del libro, e fortunatamente non lo è.
I motivi e i bisogni che hanno spinto alla creazione della Libreria delle Donne sono trasversali alle generazioni e quanto mai presenti oggi. Le voci delle donne si esprimono attraverso di essa, non solo incarnate nelle opere delle autrici in scaffale, ma tramite le donne che l’hanno fondata, quelle che ci lavorano e soprattutto tramite tutti coloro che hanno scelto e scelgono ancora di sostenerla, perché credono nell’importanza del servizio che la Libreria offre alla comunità.
Penso quindi che l’importanza dell’iniziativa Un’Assunzione collettiva non risieda solo nel fatto che le vostre sottoscrizioni stanno costruendo un posto di lavoro – permettendo quindi alla Libreria di assicurarsi continuità – ma nella risonanza che il coinvolgiment di tutti voi dà a queste voci di donne, portandole fuori dalla Libreria verso l’esterno, rendendole potenzialmente senza confini.

CRISTINA BIAGI: Vorrei condividere un’esperienza per me fondamentale che ho vissuto alla Libreria delle Donne in questi anni  con il laboratorio di scrittura di Donatella Pannacci, grazie al quale la mia persona, con la scrittura, da contenitore di emozioni alla rinfusa ha cominciato a prendere forma, e a trovare per tutto una  collocazione più precisa. Questa esperienza è stata molto significativa anche per le profonde relazioni che si sono create tra noi componenti del gruppo. In particolare vorrei riferirmi a Paoletta Serra, compagna di scritture intense e commoventi che poi, dopo la sua lunga malattia, ci ha tristemente lasciate. Paoletta è stata anche libraia preziosa ed amica speciale per le donne che  della libreria rappresentano la nascita, la storia e che oggi desiderano tramandare questo loro immenso patrimonio alle nuove generazioni. Vorrei così ricordare Paoletta  leggendo un brano tratto da un suo scritto che parla di lettura e di libri e con lei gettare una luce di continuità sul futuro del nostro luogo e del nostro progetto

Non so se sono una vera lettrice
vado a cercare le tracce di ciò che ho letto
– nella mia memoria
parole – nomi  – racconti – poesie –
tante store – tante vite
ognuna ne incontra un’altra – una terza – e un’altra ancora
ricordo una parte di ogni libro letto
– non la migliore – quella – che mi riguarda

un percorso di lettura – qualcuna mi insegna
ha un ordine – un senso – una direzione
il mio – direi- di no
la mia memoria – all’inizio
tiene – separa
i libri più importanti – quelli meno
poi nel tempo – ognuno alloggia – dove trova posto

come una città vista dall’alto
ogni libro – una casa
i personaggi – i suoi abitanti
nella quiete – nel silenzio
– attendono –
– nella mia attenzione – il loro risveglio
– nella loro eternità – la mia domanda
– mi accolgono
nella loro casa – veloci – sbuffano via la polvere
– scompare – il tempo – l’attesa
– ritorna – intatta – la voce – il racconto

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