Le letterate

Filippo Agricola, Ritratto di Costanza Monti Perticari

Mercoledì 11 aprile, alle 17.30, ospitiamo il secondo appuntamento del ciclo di incontri Donne, pioniere, letterate e combattenti  dedicati al Risorgimento femminile.
In attesa di accogliervi domani in Libreria, vi invitiamo a leggere la recensione di Inchiesta sul libro Anita e le altre, di cui sono autrici Isabella Fabbri e Patrizia Zani, relatrici dell’appuntamento scorso sulle Pioniere.

[…] Merito grande di Anita e le altre sta proprio nel farci ricordare qualcosa che in fondo non si è mai saputo e che giace nelle miniere sempre poco perlustrate degli archivi del Risorgimento: che questa lunga e ricca stagione del fare e del pensare politica, in modo disinteressato ed appassionato, è stata anche una stagione al femminile.

Per spiegare meglio cosa ciò significhi può tornare utile una citazione psicanalitica, della psicanalisi in versione lacaniana: la relativamente famosa formula secondo la quale “la donna non esiste”, nel senso che non esiste come esiste l’uomo, e in quanto esistono solo “le donne, una ad una”, cioè singolarmente. Ebbene non è questa, della singolarità originaria, anche la condizione di ogni “patria” la quale non esiste se non come “una” patria, al singolare? Tutto al contrario, ad esempio, del “comunismo”, la cui formulazione moderna è del tutto coeva del patriottismo italiano, come attestano tra l’altro, tutte le dispute tra Marx e Mazzini, entrambi accomunati per un certo tempo anche dall’esilio londinese. Il “comunismo” è infatti parola d’origine decisamente al maschile, subito internazionale, originariamente universale, che ammette singolarità e pluralità solo come applicazioni rivoluzionarie contingenti, da far confluire il più presto possibile nell’unico destino storico dell’abolizione mondiale delle catene proletarie.

Ecco le donne di cui Fabbri e Zani ci parlano, non da storiche, ma in presa diretta, in un’identificazione letteraria pressoché confessata, sono donne intimamente, essenzialmente patriottiche, militanti di una causa fatta di prossimità, avvicinamenti, intensità, profondità, più che delle comunque necessarie distinzioni, separazioni e sfide a distanze e differenze. In effetti, per chi ama queste cose, leggendo delle otto donne di Anita e le altre, vien subito da compararle a rivoluzionarie comuniste come Rosa Luxemburg o Clara Zetkin. Ma la differenza salta agli occhi e non solo per contesto storico. Laddove queste ultime si fanno valere rielaborando in proprio un’idea politica data e assunta come universale, le patriote italiane invece fanno tutto con quel c’è, uomini, fatti, istituzioni, sempre tentando di alimentarvi dal di dentro un nuovo senso, ad un tempo, più pregnante e più aperto a quel chiunque che allora si chiamava popolo. Spesso, nel caso di Anita, di Ernichetta Di Lorenzo e Guiditta Sellerio Sidoli, pensano e agiscono per lo più all’ombra di un “grande uomo”. In altri casi, quelli di Bianca Milesi Mojon, di Giorgina Craufurd Saffi e Jessie White Mario, pensano e agiscono all’ombra di più “grandi uomini”. Ma leggendo attentamente il libro si può ben comprendere come senza l’opera di queste donne, gli stessi Garibaldi, Mazzini, Pisacane e Saffi non avrebbero mai potuto rilucere come protagonisti del Risorgimento. Altri casi ancora, quelli di Carolina Pepoli Tatini e della quanto mai stupefacente Cristina Trivulzio di Belgoioso, che si fanno largo tra grandi uomini e sono esse stesse protagoniste di eventi patriottici maggiori, ci fanno capire quanto tutta la ricchezza intellettuale, politica, passionale, di questa stagione, più che mai positivamente “romantica” debba al femminile. E ci fanno capire anche quanto ancora ci sia da scoprire dell’enigma di questo pezzo di storia italiana che oggi, grazie alla vivida ricostruzione di Fabbri e Zani, pare davvero venire da un altro pianeta.

Dal che la morale di tutta la favola potrebbe anche essere che sì “un altro mondo è possibile”, visto che per un po’ almeno, altro, lo è già stato, e ciò soprattutto grazie a queste “altre” donne.

Leggi la recensione completa di V. Romitelli su Inchiesta

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