Badinter e il modello di Rousseau

Bellissima intervista di Anais Ginori a Elisabeth Badinter. I temi sono quelli cari alla filosofa. E, mai come in questo momento, degni di riflessione.

Nel 1780 il prefetto di polizia di Parigi lanciava un inedito allarme. Dei ventunomila bambini che nascevano ogni anno nella capitale, appena mille venivano allattati dalle madri. Gli altri piccoli lasciavano il seno materno per la casa lontana di una nutrice mercenaria. Elisabeth Badinter ripercorre attraverso i secoli le differenti incarnazioni della maternità. Per quali ragioni, si è chiesta la filosofa, la madre indifferente del diciottesimo secolo si è mutata nella madre-pellicano contemporanea? Quando venne pubblicato la prima volta, nel 1980, L´amore in più provocò un acceso dibattito. «A trent´anni di distanza, è ancora difficile accettare che l´amore materno non sia indefettibile» racconta Badinter in occasione della riedizione del saggio, in uscita per Fandango. Nel salone affacciato sui giardini del Luxembourg, Badinter accende una sigaretta. “Figlia spirituale” di Simone de Beauvoir, come si definisce, sta scrivendo un libro su Maria Teresa d´Austria sovrana illuminata ma anche madre di sedici figli, una riflessione intorno ai due corpi della Regina.

Madre non si nasce, ma si diventa?
«Sì, perché l´istinto materno è un mito. Lo studio del comportamento delle donne attraverso i secoli ci fa capire che non esiste una legge universale. Anzi, osserviamo un´estrema variabilità degli atteggiamenti a seconda della cultura, delle ambizioni personali, del contesto sociale e famigliare. Può sembrare crudele, ma l´amore materno è soltanto un sentimento, e dunque è incerto, fragile, imperfetto. Non va dato per scontato. È in più».
L´eterna opposizione tra Natura e Cultura?
«In tutti i sostenitori dell´allattamento materno, dall´Antichità fino ai giorni nostri, si ritrova una professione di fede naturalista. È la natura, si dice, che ordina alla madre di allattare e disobbedire è male dal punto di vista fisico. Poi è subentrata una condanna morale e religiosa. Ma io non credo che gli ormoni del maternage, l´ossitocina e la prolattina, siano sufficienti a realizzare il miracolo di una fusione totale con il proprio figlio. È successo invece il contrario. Già in passato, ogni volta che le donne hanno avuto la possibilità di sfuggire a un destino obbligato, lo hanno fatto».
Quando si manifesta la prima volta il rifiuto dell´allattamento?

Continua a leggere l’intervista su Lipperatura, il blog di Loredana Lipperini.

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