Iniziamo a raccontare

Mercoledì 26 settembre abbiamo incontrato le rappresentanti dei Comuni che hanno sottoscritto quote per l’Assunzione Collettiva.
Erano presenti: Luna Mortini Assessora del Comune di San Giovanni del Dosso, Manuela Montani Assessora del Comune di Pegognaga, Odilla Chiodarelli Assessora del Comune di Revere, Federica Baroni Consigliera del Comune di S.Giacomo delle Segnate mentre Daniela Besutti Vice Sindaca del Comune di Pieve di Coriano per un impedimento non ha potuto esserci.

Luna Mortini è stata, fin dall’inizio, l’ideatrice di questa iniziativa.
Con lungimiranza ha scelto di stare in un paradosso: nella difficoltà contingente di una difficile ricostruzione, dopo il dolore e i danni del terremoto, ha scelto di aiutare la Libreria delle Donne  nell’assunzione di una giovane donna  con una iniziativa collettiva. Ha scelto di pensare al futuro come gesto di speranza e di rilancio di una possibilità di costruzione che si reinventa. Non solo, questo gesto è stato accompagnato anche da una messa in comune con altri paesi contigui sul territorio. Per creare motivi di ulteriori legami facendo “rete”.

Infatti, nell’incontro di Settembre,  abbiamo trovato questo primo passo importante già costruito: una sindaca, quattro assessore, due assessori presenti e che, conoscendosi, volevano considerarsi collegati per pensare iniziative, incontri, interventi che potessero mettere in comunicazione le popolazioni dei loro territori, tessendo una rete di incontri, conoscenze, vitalità e future progettazioni.
Ci è sembrato un modo di superare le competizioni e le personalizzazioni della scena politica odierna, che ci accompagna giornalmente, sostituendole con il migliore significato del confronto e dell’agire politico.
Diversi i racconti delle loro esperienze, nessuna uguale all’altra e quindi ricche di diversità che potranno arricchirsi reciprocamente. Così come sono diversi i territori, le necessità della ricostruzione, la composizione sociale, le presenze delle persone immigrate, i bisogni delle singole e dei singoli, le emergenze cui fare fronte, le attitudini culturali, le esperienze amministrative che si sono susseguite nel tempo.
Molti saranno gli spazi prestigiosi da continuare a fare vivere, molte le presenze già significativamente attive con cui collegarsi.
Ci è sembrato evidente che un tratto che li accomuna è la passione per il loro impegno e il desiderio di esserci responsabilmente in prima persona.
Come Libreria iniziamo, secondo le nostre forze, a collaborare con continuità portando la nostra conoscenza. Non siamo né amministratrici, né critiche letterarie, né sociologhe. Siamo libraie e portiamo con noi l’esperienza del pensiero e delle pratiche politiche delle donne di questi ultimi quarant’anni che è un indirizzo portante delle nostre azioni.
Le relazioni costruite in questi anni, ci conforteranno nel saper proporre interventi adeguati la cui opportunità sarà ovviamente una scelta degli amministratori fatta in piena libertà.

Ragionando fra noi abbiamo  sottolineato l’importanza del raccontare: il mettere in parola  per lo più significa agire per la consapevolezza, dare dignità e legittimità al pensiero che deriva dall’esperienza sia quella importante, storica e collettiva  ma anche quella che deriva dai sentimenti e dalla conoscenza della quotidianità. Anzi è quest’ultima che è di tutti.
Ci siamo dette/i  anche l’importanza di tematiche attuali come i nuovi modi di fare e pensare economia, le nuove pratiche e ricerche di salute, le modalità reinventate di collettività fra le persone giovani  ecc…  ecc… Tanto altro ancora si potrà trovare e i libri sono una fonte sicura per la ricerca.
Ci siamo detti che importante sarà fare un percorso insieme ragionandolo sia nella sua costruzione sia a posteriori perché anche così l’esperienza sarà fonte di arricchimento e conoscenza personale e collettiva.

Le amministratrici e gli amministratori saranno le nostre guide  nel proporci/accettare  azioni e lavori  adeguati alla loro conoscenza anche cercando di toccare quel nodo che  sciolga la diffidenza e la lontananza da istituzioni che sentiamo importanti solo nella recriminazione e nella domanda e che invece vanno continuamente rivitalizzate con la presenza e il pensiero di tutte e tutti noi.

Da quest’incontro siamo rientrate molto contente. Sia per la simpatia e la generosità di chi ci ha accolto sia perché vediamo prendere forma quell’idea di condivisione e di compartecipazione che ci ha spinto in questa avventura  fin dall’inizio.

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