Incontro: La civiltà della Dea

gimbutas

Non è sempre stato così. E oggi lo sappiamo anche grazie al lavoro di Marija Gimbutas, che ha riportato alla luce centinaia di statuette della Dea confermando che le prime manifestazioni del sacro in quella che definiamo preistoria assumevano quasi esclusivamente lineamenti femminili e che intorno al principio del femminile si organizzava il gruppo sociale.
Pubblicato dopo Il linguaggio della Dea (1989), accurata analisi delle simbologie delle dee neolitiche e del loro culto, La civiltà della Dea (1991) è un libro appassionante che ci conduce agli albori delle nostre società in un accurato viaggio archeologico, in cui la Gimbutas riassume le ricerche di una vita e presenta in modo organico e strutturato l’ipotesi dell’“Antica Europa”, ovvero una civiltà più antica di quella sumera fiorita in terra europea fra il 6500 e il 3500 a.C. circa. Una civiltà pacifica, sedentaria, agricola, egualitaria, comunitaria, con grande amore per l’arte e la natura e una complessa vita rituale, probabilmente dotata di scrittura.
Ci accompagnerà Mariagrazia Pelaia, traduttrice e curatrice del primo volume.

Mariagrazia Pelaia è un’autrice, traduttrice e ricercatrice impegnata nella divulgazione di temi ecopacifisti e matristico-gilanici. Di questi argomenti si occupa sia a livello teorico che a livello di pratica di vita quotidiana.

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