Bachmann, IL SORRISO DELLA SFINGE

zoom_18065763_Bachmann-copertina_1“Vede quel tavolo laggiù, alla finestra?”, chiese l’uomo agitato. “Vede, dottore, era là sotto il tavolo, al buio, il libro con cui è cominciata la storia. Là al buio era la mia mano e lo ha afferrato, si è bruciata. Là – la mia mano mi fa ancora male. Là – i miei occhi, la mia testa. Questi dolori. Là è accaduto. E’ un posto particolare? No, un posto qualsiasi. Ma in un posto qualsiasi, in un’ora qualsiasi, accade, comincia. Io non so cosa sarà per Lei, dottore. Per lei accadrà in un altro luogo, in un’altra ora. E Lei soffrirà, griderà nella notte, non saprà più dove sbattere la testa, non saprà più vivere come prima. E Lei chiederà, chiederà e mille lievi, soffici, umide risposte non saranno sufficienti per quest’unica bruciante domanda… Io La invito. Non faccia storie, La invito, perché Lei è proprio in gamba e ha un così bell’aspetto. Beva ancora un bicchiere con me, compagno dottore, caro compagno, Lei è un tipo fine…”

Ingebor Bachmann, Il sorriso della sfinge. Racconti
Cronopio 2013, euro 14,00

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