Stefano Ciccone su Il Manifesto

…Ogni insulto agisce come dispositivo di disciplinamento per tutti e tutte: ci ricorda le conseguenze per chi non corrisponde ai modelli della virilità obbligatoria e della femminilità oblativa, seduttiva o accogliente che sia. Proprio perché si tratta non di espressioni trasgressive quanto di versioni aggiornate di modelli tradizionali a poco serve un richiamo “moralistico”. Regge il politicamente corretto contro il politicamente indecente? È possibile fare appello alla virtù maschile dell’autocontrollo (si desidera ma non si fa, si pensa ma non si dice)? Non è proprio in base a questo valore che si afferma una gerarchia tra donne e uomini? Uomini portatori di una sessualità bulimica ma anche capaci di dominare i propri istinti, donne preda delle proprie emozioni ma il cui desiderio è socialmente rimosso in nome di una sessualità oblativa e subordinata.

Stefano Ciccone, ‘Quelli che a sinistra augurano lo stupro‘, Il Manifesto, 23 agosto 2013

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