Il dis-agio in senologia oncologica

A+GEMMAHo letto d’un fiato – poche ore! – il lavoro di G. Martino e H. Godard… Mi ha colpito la coralità dei molteplici punti di vista che vi sono espressi, riuscire ad immedesimarsi nel medico che cura e nella paziente che viene presa in cura, avendo per entrambi un grande amore e un grande rispetto, per la forza che mettono in campo, ma senza accomunarli.

E poi ancora questa visione che si moltiplica e diventa le mille attenzioni per tutti gli aspetti di questa esperienza: fisica, scientifica, estetica, psicologica. Mi è piaciuto il riconoscimento per il valore della medicina che ci ha portati fin qui, ma anche distaccarvene senza paura.

E infine devo dire – da paziente che ha sperimentato il cancro – che dopo la lettura di questo testo vedo tutte le persone che mi stanno intorno con occhi nuovi: provo comprensione per il medico antipatico e distante, perché ho colto anche la sua difficoltà. Mi perdono finalmente l mie debolezze perché ho capito che sono strategici punti di forza.
Cristina Cattafesta

Gemma Martino e Hubert Godard, Il dis-agio in senologia oncologica

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