Da una crepa

DSCF6151Continua a essere il corpo – o la contiguità fra corpo e linguaggio – il centro dell’ossessione poetica di Elisa Biagini, un corpo femminile sezionato e reinventato attraverso figure che attingono a un immaginario quotidiano, domestico (il viso è una tazza, la schiena “un astuccio di semi”, i lobi fazzoletti annodati), e lo trasformano in involucro di un’identità misteriosa. Ne risulta una poesia franta, spezzata, da ricomporre. Ma per Biagini il corpo è soprattutto mezzo e sede della relazione con l’altro: se in una delle sue precedenti raccolta, L’ospite, il “tu” si incarnava nella presenza concreta di una figura familiare, qui l’interlocutore è “d’inchiostro”, ma non per questo meno concreto: con la sua “parola verticale” l’autrice cuce i propri versi a quelli di alcuni poeti amati (Celan, Dickinson) in un insolito, struggente dialogo.

Da una crepa, Elisa Biagini

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