Sola come un gatto

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‘Sono sempre stata sola, come un gatto’ dice Anna Maria Ortese, nata cento anni fa e viva ancora, anche se per pochi. Sacerdotessa di un tempo, Sibilla di un antro scuro che è quello della scrittura, la sua voce era ascoltata troppo poco e troppo poco viene ricordata adesso, come se l’ostruzionismo che subì all’epoca resista ancora.

Della sua solitudine non era una vittima, ma artefice: diceva di essere una persona antipatica e se ne infischiava dei circoletti letterari, dei salotti, delle marchette editoriali, delle apparizioni pubbliche […]

Continua a leggere l’articolo di Rossella Milone su Il Fatto Quotidiano

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